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Cinema delle Vittorie | Forio
IL CONCERTO a 2 dal 05/03/2010 al 11/03/2010
IL CONCERTO
Andreï Filipov è un direttore d'orchestra deposto dalla politica di Brežnev e derubato della musica e della bacchetta. Rifiutatosi di licenziare la sua orchestra, composta principalmente da musicisti ebrei, è costretto da trent'anni a spolverare e a lucidare la scrivania del nuovo e ottuso direttore del Bolshoi. Un fax indirizzato alla direzione del teatro è destinato a cambiare il corso della sua esistenza. Il Théâtre du Châtelet ha invitato l'orchestra del Bolshoi a suonare a Parigi. Impossessatosi illecitamente dell'invito concepisce il suo riscatto di artista, riunendo i componenti della sua vecchia orchestra e conducendoli sul palcoscenico francese sotto mentite spoglie. Scordati e ammaccati dal tempo e dalla rinuncia coatta alla musica, i musicisti accoglieranno la chiamata agli strumenti, stringendosi intorno al loro direttore e al primo violino. La loro vita e il loro concerto riprenderà da dove il regime li aveva interrotti, accordando finalmente presente e passato.
Con Train de vie Radu Mihaileanu “addolcì” la Shoa, circondandola di un'aura pienamente fantastica e organizzando una finta “autodeportazione” per evitare quella reale dei nazisti. Il suo treno carico di ebrei fintamente deportati ed ebrei fintamente nazisti riusciva a varcare come in una favola il confine con la Russia. Ed è esattamente nella terra che prometteva uguaglianza, salvezza e integrazione, che “ritroviamo” gli ebrei di Mihaileanu, musicisti usurpati del palcoscenico e della musica a causa della loro ebraicità.
È un film importante Il concerto perché racconta una storia ancora oggi sconosciuta, la condizione esistenziale degli ebrei che vissero per quarant'anni nel totalitarismo. Andreï Filipov e i suoi orchestrali sono idealmente prossimi agli artisti che durante il regime di Brežnev si macchiarono dell'onta infamante del dissenso e furono cacciati dal paese o dai luoghi dove esercitavano la loro arte con l'accusa di aver commesso atti antisovietici. Costretti a vivere (e a morire) nei campi di lavoro della dittatura brezneviana o additati di fronte al mondo e al loro Paese come parassiti sociali, i protagonisti del film riposero gli strumenti per trent'anni e ripiegarono su esistenze dimesse e mestieri svariati: facchini, commessi, uomini delle pulizie, conducenti di autoambulanza, doppiatori di hard movie. Il regista rumeno li sorprende in quella vita (ri)arrangiata e offre loro l'occasione del riscatto artistico e della reintegrazione nel loro ruolo.
Come Gorbaciov, Mihaileanu restituisce alla Russia un patrimonio umano e intellettuale, concretato nel Concerto per Violino e Orchestra di Tchaikovsky, diretto da Filipov nell'epilogo e metafora evidente della relazione tra il singolo e la collettività. Positivo del negativo Wilhelm Furtwängler, celebre direttore della Filarmonica di Berlino convocato di fronte al Comitato Americano per la Denazificazione, l'Andreï Filipov di Alexeï Guskov è un fool, un'anima gentile dotata come lo Shlomo di Train de vie di un talento per l'arte della narrazione e della finzione, che conferma la predilezione del regista per l'impostura a fin di bene e contro la grandezza del Male.
Ancora una volta è la musica ad accordare gli uomini. In un'amichevole gara musicale tra due etnie perseguitate (ebrei e gitani) o nella forma del Concerto per Violino e Orchestra, due sezioni che formano un'irrinunciabile unità emozionale.

SPETTACOLI 20:00 22:00
LUNEDI' E MARTEDI' CHIUSO
TEL: 081 997 487


Per ulteriori informazioni
www.cinemadellevittorie.it/html/main.html
Cinema delle Vittorie | Forio
Appuntamento con l'amore a 2 dal 12/03/2010 al 18/03/2010
Appuntamento con l'amore
Le storie di tanti personaggi che si intrecciano tra loro nel giorno di San Valentino: una soldatessa di leva di ritorno dall'Iraq sull'aereo per Los Angeles incontra un omosessuale innamorato di un giocatore di football. Un fiorista propone alla sua fidanzata di sposarlo, ma poi si rende conto di essere innamorato della sua migliore amica la quale, a sua volta, scopre che il suo fidanzato è già sposato con un'altra.

Perché vederlo
Per gli inguaribili romantici che adorano le commedie sentimentali in cui scoccano le frecce di un Cupido talvolta dispettoso, per chi apprezza sul grande schermo un cast all star che brilla tra sketch divertenti e complicate storie d'amore.

SPETTACOLI : 20:00 22:00
SABATO E DOMENICA 18:00 20:00 22:00
LUNEDI' E MARTEDI' CHIUSO

TEL: 081 997 487


Per ulteriori informazioni
www.cinemadellevittorie.it/html/main.html
Cultura | Forio
Meristema a 2 dal 23/04/2010 al 25/04/2010
Meristema

MERISTEMA
È una manifestazione in cui professionisti, amatori e collezionisti di piante succulente rare s’incontrano per esporre le loro meraviglie botaniche, mentre studiosi di diverse discipline illustreranno e dibattono le loro tesi, incentrate, a vario titolo, sul tema della biodiversità in natura.

Prosegue anche nel 2010 MERISTEMA, l’evento annuale organizzato dai Giardini Ravino, che, nella cornice di un parco botanico tropical-mediterraneo, organizzano una mostra-mercato di piante succulente rare, contestualmente a un convegno che quest’anno avrà come titolo Forma e metamorfosi: la trama creatrice della vita. La botanica secondo Goethe

<>, scrive nel suo Diario al suo arrivo a Roma Wolfang Goethe, in quel viaggio in Italia (1786-’87) che fu il grande evento della sua vita. L’Italia gli offriva tutto ciò che desiderava e anche quello che non sapeva di desiderare. E la rivelazione che Goethe ebbe in Italia fu soprattutto quella della natura: i suoi interessi scientifici trovarono spunti di osservazione, riflessione e studio ed ebbe l’intuizione della “pianta-archetipo”, oggetto principale del convegno di MERISTEMA 2010.

Infatti Goethe non fu solo l’immenso poeta e scrittore che tutti conosciamo, ma anche un singolare uomo di scienza, armato di una credenza unificatrice tra  le diverse discipline: la necessità di porsi al di sopra delle cose per poter gettare uno sguardo unitario sulla totalità.

E lo spettacolo dall’alto delle leggi della natura, per Goethe, sollecita anche l’anima a trovare in sé stessa l’imperativo dell’azione al servizio degli altri, legando indissolubilmente la coscienza morale dell’individuo alla coscienza cosmica.

Si apre così un parallelo tra il pensiero di Goethe e quello di Kant, per il quale  solo le anime buone, scevre da interessi egoistici,  sono in grado di  cogliere davvero la bellezza della natura.      

E, a giudicare dalla capacità di apprezzamento che traluce da tutte le sue opere, le scientifiche come le letterarie, certo Goethe un’anima buona doveva esserlo davvero!



Per ulteriori informazioni
www.ravino.it/fiera_messe_fair/meristema.html
 
 
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