L'isola d'Ischia è un'isola del Mar Tirreno, posta all'estremità settentrionale del golfo di
Napoli e a poca distanza dalle isole di
Procida e Vivara.
Dalla forma vagamente trapezoidale, è larga 10 km da est a ovest e 7 da nord a sud, ha una linea costiera di 34 km e una superificie di circa 46,3 Kmq;
il rilievo più elevato è rappresentato dal
monte Epomeo, alto 787 metri e situato nel centro dell'isola.
Clima: La particolare formazione a cono dell'isola d'Ischia con il Monte Epomeo al centro e la posizione geografica dell'isola nel Mar Tirreno centrale favoriscono un clima mite anche nei periodi invernali con frequenti cambi climatici, a volte anche nella stessa giornata. La temperatura media in un anno si attesta intorno ai 18ºC, in inverno la temperatura media più bassa è di 9°C, nei mesi caldi la temperatura media più alta è di 35°C; il mese più caldo è agosto, il mese più freddo è gennaio. I venti predominanti variano in base alla stagione: in inverno sono il libeccio, il ponente-libeccio e lo scirocco. I venti predominanti in estate e primavera sono la tramontana ed il grecale. Come i venti anche l'umidità varia in base alla stagione: in inverno, in presenza di libeccio e scirocco e quindi con piogge frequenti l'umidità media è del 63%, tuttavia nelle giornate con venti dei quadranti settentrionali l'umidità si riduce sensibilmente come anche in primavera.
Economia: L’isola d’Ischia ha conosciuto un notevole sviluppo economico a partire dalla fine degli anni ’50 grazie alla nascita dell’industria del turismo. Oltre alla conformazione naturale e all’eredità storica che rende l’isola meta privilegiata dei turisti, buona parte del suo successo è dipeso dalla presenza di numerosissime
sorgenti termali, conosciute ed utilizzate fin dalle epoche più remote (ne danno testimonianza numerosi scrittori greci e latini). Tali sorgenti furono descritte e analizzate sistematicamente dal medico ed idrologo calabrese Giulio Iasolino, che nel 1588 diede alle stampe il
De' rimedi naturali che sono nell'isola Pithaecusa, hoggi detta Ischia che ad oggi rappresenta il primo trattato di idrologia medica. Attualmente più del 70% dei 289 alberghi ha annesso lo stabilimento termale e ben 122 sono gli stabilimenti convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN). La ricettività alberghiera ed extra-alberghiera è di circa 40 mila posti letto; gli alberghi sono 289 e gli esercizi di fittacamera sono oltre 2 mila, pari ad oltre un terzo dell'intera ricettività turistica della Regione Campania. Le presenze turistiche superano dal 1989 le 4 milioni di unità, di cui oltre il 60% straniere. Il fatturato diretto ed indotto supera i 250 milioni di euro annui, gli addetti al settore turistico si aggirano sulle 6.000 unità.
Agricoltura e pesca: Altri settori economici preponderanti sono l’agricoltura e la pesca. L’agricoltura è stata per anni la principale fonte di sostentamento, prima del boom turistico, anche se oggi la maggior parte dei terreni è incolta a causa della profonda crisi che si trascina da anni nel settore, dovuta sia al grande sviluppo del turismo, che ha reso l’agricoltura un settore poco redditizio, sia all’andamento altalenante dei prezzi dell’uva e dei vini. L’abitato costiero per eccellenza, quello di Forio, è sempre stato soprattutto il principale distretto agrario. Il suolo, assai fertile, permette colture variate: in primis la vite, che dà vini rinomati, olivi e agrumi, oltre che cereali, castagni, ortaggi e frutta. Tradizionalmente la pesca e la marineria sono sempre state attività di minor rilievo, sebbene l'isola sia, specie sul versante costiero settentrionale, ricca di approdi e spiagge. Il versante settentrionale, le cui coste basse scendono dolcemente sotto il livello del mare con un'ampia piattaforma costiera, fino ai 200m., si apre su un tratto di mare favorevole alla pesca mentre le coste orientali, prive di approdi, e soprattutto quelle meridionali, subito al largo delle quali il mare raggiunge notevoli profondità (più di 500m), sono meno favorite. Queste caratteristiche hanno fatto in modo che Ischia Ponte divenisse nei secoli il centro peschereccio per eccellenza, in cui risiede poco più della metà dei pescatori, mentre il resto è sparso negli altri centri,
in primis Forio, seguita da Sant'Angelo, Testaccio e Lacco Ameno. Il periodo più favorevole per la pesca è quello estivo da maggio ad ottobre, tuttavia parecchi pescatori abbandonano da giugno ad agosto le acque della Campania, migrando temporaneamente verso il pescoso medio ed alto Tirreno. Alcune limitazioni nella pesca si sono avute con l'istituzione, mediante la legge 394/91, di un'area marina protetta denominata
Regno di Nettuno che interessa i fondali marini prospicienti le isole di Procida, Vivara e Ischia.